“Ma le cose che ci mancano non mancano sempre allo stesso modo.
Un giorno ci mancano nella testa.
Poi nella testa e nel collo, fino a mancare anche...”
A questa corsa del mondo loro non partecipano. Sanno che non c’è arrivo e allora se ne stanno fermi, che poi è l’unico arrivo possibile. Dei fantastici matti. Dei rallentatori viventi. Degli anarchici dell’orologio. Ecco chi sono i lettori.