Virginiamanda

apre gli occhi e vede

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Lettere. Il punto più sbagliato di Lettere ecco qual è : non ti insegnano il profitto. Ti insegnano gli ideali, e tu esci con una laurea ed un sacco di idee in testa tipo: la mia idea vale molto più denaro oppure l’unione fa la forza oppure la colpa è del sistema. Non ti insegnano il profitto, ti insegnano solo a fare corporazioni. E adesso come adesso io credo che ognuno vada avanti per se stesso. Se è intelligente e preparato, dovrà farsi il mazzo, perché nessuno andrà a chiedergli per favore di mettere a disposizione la sua grande intelligenza e preparazione. E anche, zitto, e sotto a lavorare, che non c’è tempo per fare le barricate. Io almeno, la vedo così. Mi fanno un po’ ridere i commenti che leggo sui social network (si ok, bisognerebbe dire social networks) o sui forum (sì, ok, bisognerebbe dire fora) di poveretti laureati in lettere spiazzati da questo sistema che li vuole tutti numeri in cui non ci si aiuta neanche tra di noi. E anzi, non vedono l’ora, invece di incolpare la propria pigrizia/nullafacenza/dabbenaggine, di trovare che in fondo, quello che li ha definiti pigri/nullafacenti/babbei abbia i contatti e i soldi e  (lo vedi, è il sistema che è marcio!!!) insomma sia un raccomandato.

http://virginiamanda.wordpress.com/2012/01/28/cosine-che-dovrei-dirvi/

Pensandoci bene non si è mai pronti davvero.
Non si è pronti quando ti chiamano, alla lavagna, dalla cucina, da un ufficio, al telefono; quando arriva l’occasione, giusta o non giusta.
Quando dici è ora.
Ora di diventare la persona che vuoi essere, di smettere di fare finta di essere chi non sei o di capire finalmente chi sei o cosa vuoi, di cambiare vita, di restare, di andare ad abitare lontano, di affrontare una malattia o un’operazione, di crescere, di passare oltre; anche di farsi meno pippe mentali e formulare un pensiero semplice.
Bisogna crearsi le condizioni per essere pronti, come quando devi uscire dal nido o dal letto che un po’ è la stessa cosa e ti costruisci un motivo. E non bisogna pensarci troppo ché a pensarci non sei pronto davvero.
Avviene così, butti da un lato il pensiero e lo lasci lì buono perché sei convinto di averlo allenato ad esserti amico severo e giusto, rompicoglioni a tratti, davanti a te ci piazzi l’incoscienza. E ti butti come la gabbianella di quel racconto di Sepulveda.

Ma volare per un bipede non è nella natura delle cose, come dicevo è necessario crearsi le condizioni per perdere gravità come lo è per essere pronti. Insomma ti devi costruire due cazzo di ali. E bisogna ricordarsi che devono essere due.
Il due lo decidi tu qual è e com’è.

Per non dimenticare

theworldwelivein:

Birds and seed seller | İzmir, Turkey
©  Nejdet Düzen

[Silvano Agosti] ogni volta che si affianca a Volo parla di questa cosa: lavorare pochissime ore per essere felici. Ovviamente in radio esprime il concetto con un lungo e sentito discorso e non in modo lapidario: ci stanno o ci stiamo rubando le ore preziose della nostra vita, non sappiamo più di che pasta siamo fatti, pensiamo solo a consumare, pian piano ci allontaniamo dall’autentica felicità e via dicendo. Agosti dice queste cose, Fabio Volo apprezza […] e noi commessi ascoltiamo silenziosi, mentre puliamo il pavimento o contiamo il cassetto prima di incominciare a fare il nostro dovere.

- Ma io perché ti piaccio?

- Perché sei bellissima, sei buonissima ed anche se ogni tanto fai dei pensieri cattivi è solo colpa degli altri, che sono dei cretini.

«Forse dovresti scrivere.»
«Invece tu dovresti piantarla di leggere tutto ciò che è stato scritto.»
«E cosa dovrei fare nel tempo libero?»
«Immergerti nella vita vera.»
«C’è un libro che parla proprio di questo, sai.»
Philip Roth, Il professore di desiderio. (via saneinsane)

(via princessparanoia)

A volte non parlo di te per paura che gli altri si innamorino.

Chiara Caporale.

  (via saneinsane)

(via efattelaunacazzodirisata)

chi vive nel nostro tempo raramente sfugge alle nevrosi. Per vivere bene non bisogna essere eccessivamente contemporanei
ennio flaiano - la solitudine del satiro, pag 301 (via caosordinato)

allthingseurope:

Santa Maria della Salute, Venice

(by Frizztext)

babbicciu:

La dieta mi rende una persona migliore. Anziché due.

All’italiano piace tantissimo creare narrazioni su di sé, il più delle volte non veritiere, ma auto-elogianti o di un’autocritica tanto tragica e grottesca da risultare innocua. Nella terribile vicenda del naufragio della Costa Concordia c’è stato immediatamente lo spazio per ritagliare dai giornali e dalle cronache, come figurine di Propp, le sagome dell’eroe, dell’antagonista, dell’aiutante, eccetera. E, contemporaneamente, di metaforizzare una sciagura (evitabile e per questo ancora più atroce) per parlare, ancora una volta, del nostro Paese.
Probabilmente questa ipernarrativizzazione allontana chi la legge da quello che è il reale oggetto del racconto.
Quando ti senti come davanti a Obama e Hillary, e vuoi mettere quanto si fa meno fatica coll’affirmative action che con le quote rosa: saranno pure colorati, quelli, ma almeno non sanguinano quattro giorni al mese.

martamara:

Prospettiva 26.01