Virginiamanda

apre gli occhi e vede

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ildapa:

Così, trovandoci a passare avanti a quei maledetti cavalli dondolanti a gettoni con la musichetta, Giulia inizia a indicarmeli. Poi a piangere, poi a strillare, poi a piangere strillando. Ovviamente i nonni l’hanno abituata al fatto che passare avanti un cavallo a gettoni voglia dire salire in groppa a un cavallo a gettoni. E invece no. La vita non va così. Per lenire le sofferenze (i capricci, ndr) di Giulia, quindi, andiamo a prenderci una zeppola. Da qui mi si potrebbe facilmente obiettare che pure la zeppola rientra nella lista dei nemici, e comprare la zeppola equivale ad andare sul cavalluccio. Ovviamente no, perché la vita non è nemmeno questo. Non devo insegnare a mia figlia la rassegnazione, devo solo farle capire che non si può avere tutto quello che si vuole nel momento in cui lo si vuole. Sicuramente, però, si possono avere tante cose. Tipo le zeppole, per dire.”

Negrita - Gioia Infinita

Per sempre la canzone di maggio che ti manda in vacanza

dottoressadania:

I social network mi insegnano che, per quanto tu riduca il numero di parole all’essenziale, la gente continuerà a non capire una mazza.

Un giorno potrò essere un alpino anch’io?”
“Sì bocia, ma solo se smetti di bere drink colorati con gli ombrellini ai vernissage e impari a distillare a mani nude grappa gusto mulo dalle rocce dell’Adamello e berla durante la messa la domenica, W Bergolio
Non c’è in un’intera vita cosa più importante da fare che chinarsi perché un altro, cingendoti il collo, possa rialzarsi.
Luigi Pintor, 1925-2003 (via ilfascinodelvago)

(via nonnocelso)

In a way, the best education you can get is just talking with people who are really smart and interested in things, and you can get that for the cost of lunch.

sierrandmike:

Mah!

Perché noi sappiamo risparmiare!

Aquí cada miembro tiene derecho a expresar sus ideas libremente y disentir con aquellos comentarios que no se ajusten a su pensamiento. Pero así como en los encuentros físicos existe un protocolo social a conocer, respetar y cumplir, en el contacto electrónico también debemos respetar las reglas de etiqueta del mundo real, aunque adaptadas al mundo virtual. Por lo tanto, sugerimos tener en cuenta las siguientes normas.

1) No olvidar que la persona que lee el mensaje es en efecto humana, con sentimientos que pueden ser lastimados.

2) Adherirse a los mismos estándares de comportamiento en línea que usted sigue en la vida real: el nivel del lenguaje y el respeto hacia las otras opiniones.

3) Escribir todo en mayúsculas se considera como gritar y además, dificulta la lectura.

4) Respete el tiempo y ancho de banda de las otras personas.

5) Muestre el lado bueno de su persona mientras se mantenga en línea.

6) Comparta su conocimiento con la comunidad.

7) Ayude a mantener los debates en un ambiente sano y educativo.

8) Respete la privacidad de terceras personas.

9) No abuse de su poder.

10) Perdone errores ajenos.

11) Evite comentarios sarcásticos.

Da un gruppo Facebook. Sottoscrivo tutto.
Claro está que nuestro mercado es mucho más pequeño y muy distinto al norteamericano (y al anglosajón en general), pero es un atisbo de esperanza para un mundo literario que se nos presenta de lo más pesimista. Pensamos que tal vez, en un futuro, los hispanohablantes tengan todos sus Kindle, sus tabletas y sus derivados, y que estarán más que dispuestos a gastarse el eurito, eurito y medio que piden los superventas de la literatura digital. Y es que, como nos demuestra el mercado angloparlante, estar en la lista de los más vendidos de Amazon es sinónimo de tener cuatro coches, un yate y un asiento reservado para ver Fórmula Uno en Mónaco. O no.
Que se lo pregunten a Patrick Wensink, autor de Broken Piano for President, una novela que alcanzó inesperada notoriedad cuando recibió la carta amenazadora más educada del mundo de la marca de whiskey Jack Daniel’s, cuya muy reconocible etiqueta era parodiada en el diseño de cubierta de la obra de Wensink. La compañía de whiskey le envió una misiva solicitándole que modificara dicha cubierta para posteriores ediciones, para que no tuvieran que tomar acciones legales contra él. La notable cordialidad de la empresa tuvo un efecto muy positivo, no solo para esta, sino también para el libro en cuestión, ya que la carta fue compartida hasta la saciedad en todos los blogs de moda. Sin comerlo ni beberlo, de repente Wensink se vio en el número seis en la codiciadísima lista de los diez libros más vendidos de Amazon.
En un artículo reciente para la web cultural Salon, Wensink se atrevió a explicar exactamente cuánto dinero había hecho en regalías tras llegar a la lista de superventas: 12000 dólares, unos 9000 euros. ¿Y este es el sexto libro más vendido en Amazon, en un mercado tan enorme como el anglosajón? Hay que tener en cuenta que fueron muchas ventas de golpe en poco tiempo, debido a una gracieta de moda, por lo que no puede competir con obras de carrera larga, como Los juegos del hambre, de Suzanne Collins o Perdida de Gillian Flynn, para quienes además los mayores ingresos suelen llegar de adaptaciones a otros medios. No obstante, esta cifra que, sin ser digna de desprecio, es muy inferior de lo que se esperaría de un bestseller (y que el autor piensa invertir en una guardería un par de horas a la semana para tener más tiempo para escribir) podría ayudarnos a responder a la pregunta que encabeza este artículo.
¿Por qué los escritores nunca hablan de dinero? ¿Por qué nunca dicen cuánto les pagan? La solución es sencilla, dice Wensink: es porque nos avergüenza lo poco que ganamos.

Il bello di avere una relazione internazionale è ovviamente capire aspetti diversi delle nostre culture.
Allora io cerco di spiegargli la cucina italiana, e lui mi spiega il cricket. Seguono dialoghi molto confusi, alla ricerca di buttare del Chorizo -Australia- nell’amatriciana- Italia. E mentre litighiamo su chorizo o non chorizo, io ripasso le regole del cricket che fondamentalmente sono uno da una botta alla palla e quell’altro corre-Italia- non hai capito niente lo sapevo- Australia.

Per capire gli aspetti delle diverse culture parliamo anche di infanzia e cose che facevamo da piccoli.
Io per esempio guardavo Pollon combina guai, ce l’avevate in Australia Pollon?
Io facevo surf tutti i giorni, non guardavo la tv.
Ah, surf, eh, anche io a Jesolo, pieno di surf. Anche a Riccione, pieno di surfisti.
Si e poi noi giochiamo a cricket, a calcio e a Footy. (A Footy giocano tutti ragazzi fichissimi in pantaloncino cortissimo e canotta. Sono stata subito molto interessata a scoprire di più sulle regole di questo gioco.)
Gli australiani sono un popolo assai sportivo, che ama passare tempo all’aperto. Come gli italiani del resto.
E quindi ogni tanto è possibile trovare Australia che gioca a golf in soggiorno e Italia- la sottoscritta- che, sdraiata sul divano, legge libri.

Per fare in modo che, nel caso in cui uno di noi finisca nel paese dell’altro, ci si sappia arrangiare con lo slang del posto, facciamo anche lezioni di lingua: australiano- italiano.
Lui mi insegna tutti i metodi possibili per dire costume da bagno- la corretta pronuncia di G’day- vorrei andare nell’outback- giù nel billabong- varie ed eventuali.
Io gli insegno le basi: vorrei uno spritz con l’Aperol- andiamo al lago oggi- sei molto bella, da usare solo con la sottoscritta- hai rotto le palle- sempre utile.

Quindi insomma, la relazione internazionale continua. Sono solo indecisa se continuare con le lezioni di italiano, che poi mi si ritorcono contro. Come l’altro giorno mentre sproloquiavo sulla letteratura italiana in lingua inglese, e lui mi guarda e dice:
“Hai rotto le palle. Sempre utile, no?”

Poi ci sono stati i non pervenuti, gente da avanscoperta, da ginnastica, magari ottima, divertentissima, ma non saprei nemmeno ricordarmi come sia arrivata a stare nuda di fronte a loro, ammesso che davvero nuda di fronte a qualcuno io lo sia stata mai, per cui ok, mi ricordo il piacere, il desiderio, mi ricordo l’altalena tra il timore di avere un corpo che forse non piacerà e il sentire che quel corpo lo vorranno comunque, darglielo in mano (giocaci è tuo), riprenderselo indietro mai più bello o più brutto, solo stanco e usato e usato bene e comunque ancora mio.
Chissà se poi l’ho persa la libertà, chissà se funziona anche quando sei innamorata da tanti anni che il corpo in fondo non te lo riprendi più, lo lasci in giro per casa, e ti fidi di chi lo trova, come col bancomat. Come col passaporto.
Chissà.

C’è nessuno che potrebbe indicarmi se esiste un testo dove viene EQUIPARATA la PEC alla raccomandata  (nei decreti non è scritto esplicitamente)? 

Ho partecipato ad un bando con PEC e si rifiutano di considerarla perché “nel bando c’è scritto di usare una raccomandata”… posso denunciarli?

ho rispolverato un amore per la mia nazione e per le persone che ci vivono. Come ogni mio amore, anche quello per l’Italia è un amore mal riposto, mi pare di capire.