Rene Magritte, The Infinite Recognition
Via Dolorosa (Way of Suffering), Jerusalem, 1920s
. Lettere. Il punto più sbagliato di Lettere ecco qual è : non ti insegnano il profitto. Ti insegnano gli ideali, e tu esci con una laurea ed un sacco di idee in testa tipo: la mia idea vale molto più denaro oppure l’unione fa la forza oppure la colpa è del sistema. Non ti insegnano il profitto, ti insegnano solo a fare corporazioni. E adesso come adesso io credo che ognuno vada avanti per se stesso. Se è intelligente e preparato, dovrà farsi il mazzo, perché nessuno andrà a chiedergli per favore di mettere a disposizione la sua grande intelligenza e preparazione. E anche, zitto, e sotto a lavorare, che non c’è tempo per fare le barricate. Io almeno, la vedo così. Mi fanno un po’ ridere i commenti che leggo sui social network (si ok, bisognerebbe dire social networks) o sui forum (sì, ok, bisognerebbe dire fora) di poveretti laureati in lettere spiazzati da questo sistema che li vuole tutti numeri in cui non ci si aiuta neanche tra di noi. E anzi, non vedono l’ora, invece di incolpare la propria pigrizia/nullafacenza/dabbenaggine, di trovare che in fondo, quello che li ha definiti pigri/nullafacenti/babbei abbia i contatti e i soldi e (lo vedi, è il sistema che è marcio!!!) insomma sia un raccomandato.
http://virginiamanda.wordpress.com/2012/01/28/cosine-che-dovrei-dirvi/
Pensandoci bene non si è mai pronti davvero.
Non si è pronti quando ti chiamano, alla lavagna, dalla cucina, da un ufficio, al telefono; quando arriva l’occasione, giusta o non giusta.
Quando dici è ora.
Ora di diventare la persona che vuoi essere, di smettere di fare finta di essere chi non sei o di capire finalmente chi sei o cosa vuoi, di cambiare vita, di restare, di andare ad abitare lontano, di affrontare una malattia o un’operazione, di crescere, di passare oltre; anche di farsi meno pippe mentali e formulare un pensiero semplice.
Bisogna crearsi le condizioni per essere pronti, come quando devi uscire dal nido o dal letto che un po’ è la stessa cosa e ti costruisci un motivo. E non bisogna pensarci troppo ché a pensarci non sei pronto davvero.
Avviene così, butti da un lato il pensiero e lo lasci lì buono perché sei convinto di averlo allenato ad esserti amico severo e giusto, rompicoglioni a tratti, davanti a te ci piazzi l’incoscienza. E ti butti come la gabbianella di quel racconto di Sepulveda.
Ma volare per un bipede non è nella natura delle cose, come dicevo è necessario crearsi le condizioni per perdere gravità come lo è per essere pronti. Insomma ti devi costruire due cazzo di ali. E bisogna ricordarsi che devono essere due.
Il due lo decidi tu qual è e com’è.
Birds and seed seller | İzmir, Turkey
© Nejdet Düzen
- Ma io perché ti piaccio?
- Perché sei bellissima, sei buonissima ed anche se ogni tanto fai dei pensieri cattivi è solo colpa degli altri, che sono dei cretini.
(via princessparanoia)
Santa Maria della Salute, Venice
(by Frizztext)
La dieta mi rende una persona
migliore. Anziché due.
Prospettiva 26.01