"…En los entierros de mi pobre gente pobre se llora el que se siente de verdad… aqui no hay indiferencia cuando se nos va un amigo ese cariño sentido oye! El q le damos con entereza,mi gente linda,mi gente bella,mi gente pobre maravillosa, y digo yo y digo yo de q t puede valer un millón, cuando t mueras t lloran con falsedad, mentira!,mentira de ser llorón…"

— Cheo Feliciano

"I mean, you can’t logic your way into or out of it. Love is totally nonsensical, but we have to keep doing it or else we’re lost and love is dead and humanity should just pack it in. Because love is the best thing we do. Look, I know that sounds cheesy but it’s just true."

— Ted Mosby HIMYM

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Oltretutto, qui la gente non si sposa perche’ obbligata o incinta o immigrata illegalmente o fomentata da credi religiosi premoderni. No, qui la gente lo fa perche’ e’ una cosa bella. Perche’ hanno i soldi per comprarsi non solo le fedi ma pure l’anello di fidanzamento, e lo mettono su Facebook, e poi vestono le damigelle tutte uguali e si fanno un sacco di foto. Perche’ a volte l’America e’ proprio quella dei film.

Pero’ ho pure scoperto una cosa a loro vantaggio. Sposarsi in America e’ FACILE, o almeno lo e’ in Colorado. Tu vai in comune, porti una trentina di dollari e i tuoi documenti, compili un modulo, lo firmi. Secondo il sito (che e’ piu’ o meno lo stesso dove rinnovi la patente), serve giusto dichiarare di non essere fratelli o zio e nipote o nonna e cugino. E a quel punto puoi scegliere: ti puo’ sposare un religioso (prete/monaco/padre/sacerdote raeliano), ti puo’ sposare un giudice, o ti puoi sposare da solo. Ovvero, i due sposi mettono una firmetta e c’est tout, no testimoni e no officiante. SPOSATI. Puoi anche sposarti da sola se il tuo moroso e’ lontano e manda un fax.

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http://giupyincolorado.blogspot.se/2014/03/little-girl-i-wanna-marry-you.html

"Non ho figli, ma i momenti in cui mi balena l’idea di averne sono sempre quelli in cui sto meglio con il Tecnico, in cui mi sembra che il nostro amore sia una cosa cosi’ bella e grande da doverla far confluire in un altro esserino.
Crisi ne abbiamo avute tante e anche molto grandi, ma in quei momenti non ho mai pensato di legarlo a me con un figlio o trovare soddisfazione alla mia frustrazione in questo modo.
Mi dicono le amiche gia’ madri che avere un figlio e’ un grandissimo terremoto emozionale, che puo’ mettere a dura prova anche le coppie piu’ solide. Come si puo’ pensare che possa essere invece il collante di una coppia che non funziona piu’ o un premio di consolazione per compensare altre mancanze o peggio una merce di scambio emotivo?
Poi magari il figlio-cerotto (la definizione non e’ mia ma di vale) funziona, lo auguro davvero alle mie amiche, ma il rischio che poi si resti insieme solo per quello c’e’ eccome. E non so quanto ne valga la pena."

http://machecifaccio.blogspot.se/2014/04/i-figli-cerotto.html

"Sabato scorso ho avuto una interessante conversazione con un’amica di Ilaria. Lei, spagnola, racconta di una conoscente cresciuta da madre hippy, no battesimo no vaccini tutta natura peace and love. La ragazza cresce con l’incubo di poter contrarre la qualsiasi malattia (e non cosi’ irrazionalmente) e una volta raggiunta l’eta’ legale per poter decidere da se’, a sedici anni, corre a farsi vaccinare contro tutto.
Questo e’ mettere in crisi i valori dei genitori o mettere in crisi il poco buon senso che hanno avuto i genitori?"

http://erolucyvanpelt.blogspot.se/2014/04/alberi-mele-e-distanza.html

"Nella classe di Ethics c’e’ una ragazza, anche lei vent’anni o giu’ di li’, molto carina. Partecipa molto in classe, anche se spesso se ne esce con delle cose assurde, e la prof non batte ciglio. Tipo una volta spiegava Aristotele e tutta la sua bella teoria sulla felicita’, inquadrandolo nel periodo storico (scritto alla lavagna, a scanso di equivoci). Questa ragazza chiede: Is he dead? Lo scrivo in inglese perche’ mi ha fatto riderissimo, con quell’accento su he. Oh si’, fa la prof, Definitely. Piu’ di duemila anni fa. Un’altra volta la prof parla di Mark Twain e dice, Beh effettivamente Mark Twain non era il suo vero nome, in realta’ si chiamava Samuel Langhorne Clemens. E la ragazza, serissima, quasi dispiaciuta, Oh ma perche’ ha fatto questo? E la prof, sempre piu’ paziente, prima spiega cosa sia un nick name e poi aggiunge ironica, In fondo anche Lady Gaga non credo sia il vero nome."

http://erolucyvanpelt.blogspot.se/2014/04/lucys-classmates-2.html

Chiavi di ricerca usate per il porno in Europa. Per piacere guardatevi l’Islanda…

satwcomic:

No Surprise
Denmark doesn’t care what you are. Only thing that matters is if you want to have sex with him or not.Thailand is a kathoey which is different from a trans woman in that they often still identify as male on some level, or third gender. You should look it up. :)

satwcomic:

No Surprise



Denmark doesn’t care what you are. Only thing that matters is if you want to have sex with him or not.

Thailand is a kathoey which is different from a trans woman in that they often still identify as male on some level, or third gender. You should look it up. :)

http://satwcomic.com/you-have-no-secrets

idontknownidontcare:

Ho riflettuto molto, in questi giorni.
E la sai una cosa?
Non ho capito niente.

Diego De Silva

(via lasignorinaemme)

"I treni sono un’idea classica, invulnerabile alle mode, come la bicicletta e l’orologio con le lancette. Sono culle e luoghi di pensiero, dove ci si può abbandonare a ogni fantasia (tanto guida un altro). Sono sale ambulanti di lettura. «Come si sta bene in mezzo agli uomini quando leggono. Perché non sono sempre così?», si domandava Rainer Maria Rilke. È un’ottima domanda senza risposta. Possiamo dire che gli uomini - e le donne, in misura minore - sui treni si comportano bene. Poi scendono e fanno le cose cui hanno pensato in viaggio. E qui cominciano i problemi.
Consiglio a tutti di prendere un treno, quest’estate, e girare l’Europa. Capirete i molti comuni denominatori e i pochi, egoistici motivi per cui litighiamo tra noi. L’aereo semplifica e inganna: bisogna veder le facce cambiare a ogni stazione."

— Beppe Severgnini, Elogio del treno (dove l’uomo è migliore)
Corriere della Sera, Giovedì 5 Maggio 2011

(via sub-dolamented)

(Source: schweppesteaandsympathy, via cartabiancaperiltuoracconto)

prossimo mito

(Source: kindlerya)

"Che altro dire. Fin qui è un film che ti fa apprezzare altri film, per contrasto. L’estasi libera dai sensi di colpa di Adèle. La leggerezza e l’attenzione al dettaglio con cui Ozon in Jeune et jolie affronta un tema molto simile; al confronto Von Trier sembra perso in una controriforma tutta sua. Stacy Martin è inquietante e molto a suo agio nel ruolo della giovane ninfomane (che nella seconda parte si evolverà in Charlotte Gainsbourg). Uma Thurman, contrariamente a quanto poteva farvi pensare il poster, non gode, anzi non fa sesso proprio; ma compare in uno sketch tragicomico che mi spinge a riflettere una volta ancora sul senso dell’umorismo di Lars Von Trier. Può darsi dopotutto che non ce l’abbia, allo stesso modo in cui Refn non vede i colori. Mettiamo che esista una sindrome che ti rende incapace di capire le barzellette. Passi la vita a sentire barzellette e a notare che la gente ride. A un certo punto provi anche tu a raccontarle, tanto più o meno le regole le capisci, la teoria è facile. In pratica racconti storie assurde e il pubblico prova disagio: sei un artista."

http://www.piueventi.it/chi-ha-piu-voglia-di-un-pornovontrier/#1

"se c’è ancora gente che gioca a farsi il carro armato in casa, la responsabilità è del partito che portava in giro il tanko alle sagre: in galera dovrebbero forse andarci anche loro, oppure nessuno."

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